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Sempre in Giro

Un uomo per bene

Lo spirito carmelitano e francescano di Gino Bartali (Francescani anonimi)

image “Uomo Per Bene”.
Gino Bartali è un campione che il tempo non ha scalfito, di cui in apparenza tutto è noto, a partire dalla carriera per molti aspetti inimitabile. Un asso che ha furoreggiato contro Fausto Coppi e altri strenui avversari italiani e stranieri. Resta da approfondire, e questo libro lo fa, la dimensione intima di un uomo per bene che ha orientato la sua vita ai principi e ai valori professati dai genitori, senza mai venirne meno. Semplicità, umiltà, lealtà, sincerità, onestà: questi i cardini del suo stare al mondo ai quali aggiungere una fede profonda, che gli ha consentito di superare ogni burrasca della vita. Nel racconto, emergeranno chiaramente l’eredità carmelitana di Bartali e la sua azione francescana. Talvolta etichettato per la vis polemica – celebre la sua frase «gli è tutto sbagliato, tutto da rifare» – in realtà Bartali aveva le idee ben chiare e le esponeva senza peli sulla lingua. In coerenza con sé stesso.

Avevo tredici anni quando vidi per la prima volta da vicino Gino Bartali: venne a casa nostra a Palù di Giovo, in val di Cembra, accolto da tutti noi Moser, capeggiati da mamma e dallo zio Bettino, che scoprimmo essere un suo coetaneo: era del 1914 anche lui. Era il mese di luglio 1964 e Bartali si presentò per festeggiare i due giorni in maglia rosa di mio fratello Enzo al Giro d’Italia di quell’anno.

— Francesco Moser (prefazione)

Publisher ‏ : ‎ Edizioni Francescane Italiane / Publication date ‏ : ‎ 30 April 2026

The champion with two lives

For the whole world, in the 1930s and 1940s, “Ginettaccio” was the king of the mountains. An athlete with superhuman strength capable of winning the Tour de France and the Giro d’Italia. But as Europe plunged into the darkness of the Second World War, Bartali began his most important race, one that involved neither trophies nor applause.

Between 1943 and 1944, under the pretext of grueling training to stay in shape, Gino traveled hundreds of kilometers between Florence and Assisi. What the Nazi soldiers at the checkpoints did not suspect was that inside the frame tubes of his Legnano were rolled up fake identity documents and photographs. Thanks to those solitary journeys, Bartali helped save over 800 Jews from deportation, giving them a new identity and hope for life.

source: The Story of Gino Bartali


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